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RACCONTI

Nella sezione "Racconti", raccogliamo i passaggi dei libri più belli che la letteratura italiana e internazionale ci hanno regalato. Ci hanno fatto sognare, ci hanno fatto piangere, ci hanno fatto sospirare.
Condividiamo con voi i paragrafi che abbiamo sottolineato nei libri o che abbiamo mancato con un'orecchietta al bordo della pagina. Gli autori che hanno fatto la storia della letteratura animano le nostre pagine e vi fanno compagnia.







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Appena fuori della luce del locale, si era soli sotto le stelle, in un baccano di grilli e di rospi. Io avrei voluto portarmela in quella campagna, tra i meli, i boschetti, o anche soltanto l’erba corta dei ciglioni, rovesciarla su quella terra, dare un senso a tutto il baccano sotto le stelle.

 

Il Museo della Bomba mi riempì di stupore. Per quanto si sappia tutto, i dettagli della vicenda sono al di là di ogni immaginazione. In quel museo, le cose vengono presentate con un’efficacia che sconfina nella poesia: si parla di quel treno che, il 6 agosto 1945, viaggiava lungo la costa in direzione di Hiroshima, trasportando, tra gli altri, i pendolari del mattino.

 

Aveva lavato il sangue della falciatrice ma si era dimenticata della lama sottostante. Forse se ne sarebbe ricordata in seguito, ma Paul dubitava. Annie aveva la tendenza a dimenticare appena passato il momento cruciale. Rifletté allora che mente e falciatrice avevamo molto in comune: quel tanto che si vedeva sembrava a posto.

 

E lui, Montalbano, com'era? "Sugnu sulu stancu" fu la sdisolata risposta. Tempo avanti, aviva liggiuto il titolo, ma solo il titolo, di un saggio che faciva: Dio è stanco. Livia 'na volta gli aviva spiato, polemica: "Ma tu ti credi Dio?". Un dio di quarto ordine, un dio minore, aviva pinsatu allura. Po', negli anni, si era fatto pirsuasu che non era manco un dio dell'ultima fila, ma sulo un poviro puparo di 'na meschina opira di pupi. Un puparo che s'arrabbattava a fari funzionari la rappresentazioni come meglio putiva e sapiva.

 

Si era talmente abituato a quella stanchezza che addirittura vi trovava piacere, il piacere di chi ha abdicato, il piacere di chi, vedendo avvicinarsi l'ora decisiva, regola l'orologio indietro e dichiara: "Ancora è presto". Il piacere del sacrificio. Ma il sacrificio è completo solo quando si tiene nascosto. Renderlo visibile significa dichiarare continuamente: "Mi sacrifico", significa forzare gli altri a non dimenticarlo.





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