Il Museo della Bomba mi riempì di stupore. Per quanto si sappia tutto, i dettagli della vicenda sono al di là di ogni immaginazione. In quel museo, le cose vengono presentate con un’efficacia che sconfina nella poesia: si parla di quel treno che, il 6 agosto 1945, viaggiava lungo la costa in direzione di Hiroshima, trasportando, tra gli altri, i pendolari del mattino. I viaggiatori guardavano indolenti la città dai finestrini dei vagoni. Poi il treno entrò in una galleria e, quando ne riemerse, i pendolari videro che Hiroshima non c’era più.
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