Ma il guaio è che voi, caro, non saprete mai, né io potrò mai comunicare come si traduca in me quello che voi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sè, sono vuote?...E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele, e io nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci, non ci siamo intesi affatto.
{loa
Altri racconti su "Citazioni&Poesie"

C'ero una volta io, ma non andava bene. Mi capitava di incontrare gente per strada e di scambi...

Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cu...

C'è un modo colpevole di abitare la città: accettare le condizioni della bestia feroce dandogli ...